Negli ultimi 10 anni ben tre mega terremoti, legati al processo di “Subduzione”, hanno interessato l’area del sud-est asiatico e il bacino del Pacifico, con eventi di portata catastrofica che hanno cagionato migliaia di vittime e danni per diversi miliardi di dollari. Tra questi ricordiamo il drammatico sisma di ben 9.3 Richter(fra i più forti mai registrati sulla Terra) del 26 Dicembre 2004, a largo della costa nord-ovest di Sumatra, che ha poi innescato il grande tsunami (con “Run-Up” di ben 27 metri sulle coste settentrionali di Sumatra) che si è abbattuto con grande impeto sulle coste dell’Asia meridionale, raggiungendo persino quelle dell’Africa orientale, fra Somalia e Kenya. Il 27 Febbraio del 2010 un altro mega terremoto, con una magnitudo momento di 8.8 Richter, ha scosso le coste cilene centro-meridionali, interessando da vicino, con un fortissimo scuotimento amplificato dalle argille e dai terreni sabbiosi, le città di Talcahuano, Arauco, Lota, Chiguayante, Cañete e San Antonio, dove si sono registrati i massimi danni ed il maggior numero di vittime. Subito dopo, l’11 Marzo del 2011, è stato il turno della costa nord-orientale del Giappone, nell’isola grande di Honshù, colpita da un devastante sisma di magnitudo 9.0 che ha avuto il proprio epicentro a largo della città di Sendai. Il fortissimo sisma, il più potente mai misurato in Giappone ed il settimo a livello mondiale, ha rapidamente deformato il fondale oceanico, originando uno tsunami che in meno di 20 minuti ha inondato la costa nord-orientale di Honshù, devastando intere città e spazzando i tanti villaggi di pescatori (quasi tutti fabbricati in legno e trascinati via dalla furia dell’acqua) insistenti vicino la linea di costa. Entrambi si sono localizzati sopra ampie zone di“Subduzione”, li dove la placca oceanica tende a scorrere al di sotto della placca continentale, determinando fortissime pressioni che sono poi all’origine dei fortissimi eventi tellurici, caratteristici per queste aree. Ben due di questi si sono localizzati sull’ampio bacino dell’oceano Pacifico, interessando rispettivamente le coste cilene e quelle del Giappone settentrionale. Secondo molto sismologi di fama internazionale, a breve, ma non si quando di preciso (se fra un mese, un anno, 50 anni), un nuovo mega terremoto, analogo a quelli già enunciati, si dovrebbe scatenare sul Pacifico nord-orientale, a largo della West Coast di Canada e Stati Uniti.L’epicentro potrebbe essere localizzato lungo il tetto della famosa “zona di Subduzione della Cascadia”, la quale si allunga lungo la costa pacifica dell’America settentrionale, nel tratto compreso fra la British Columbia (Canada meridionale), lo stato di Washington, l’Oregon e la California settentrionale (Stati Uniti). La zona di “Subduzione della Cascadia” si salda a sud alla famosa faglia di Sant’Andrea e alla frattura diMendocino, nei pressi di Capo Mendocino, mentre a nord tocca la dorsale Explorer e la fagliaQueen Charlotte. Fino a pochi anni fa i sismologi statunitensi, ma non solo, concentrarono tutte le loro attenzioni sulla faglia di Sant’Andrea, ritenuta la buona candidata per il futuro “big one”, il grande terremoto pronto a distruggere la California meridionale (anche Hollywood ci ha speculato su con vari film d’entità catastrofica). Solo oggi, recenti ricerche, hanno messo in evidenza come il vero pericolo per la costa nord-americana sia rappresentato dalla “zona di Subduzione della Cascadia”, estesa per oltre 1000 km, in grado di fabbricare nuovi mega terremoti, con una magnitudo compresa fra gli 8.8 e i 9.2 Richter, che potrebbero cagionare ingentissimi danni alle tante città della West Coast americana.
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