Un anno… nell’Universo



Nonostante ci sembri di essere fermi nell’Universo, la nostra piccola Terra ci ha portato a spasso nell’Universo facendoci compiere miliardi di chilometri.

Di tanto in tanto la Terra è colpita da comete e asteroidi. Secondo alcune ipotesi il nostro vagare nella galassia ci porta vicino a stelle che perturbando l'orbita di tali oggetti li fa precipitare verso la Terra e gli altri pianeti

E così un altro anno è passato. Un periodo astronomico davvero breve se si considera la storia dell’Universo, che ha 13,7 miliardi di anni. Ma in questi 12 mesi la Terra ha compiuto 365 giri attorno a se stessa. Per chi abita all’equatore significa aver percorso oltre 14 milioni di chilometri (risultato della misura della circonferenza dell’equatore (40.000 chilometri) per i giorni di un anno); più o meno la metà per chi ha vissuto alle latitudini dell’Italia.

E nel frattempo la Terra e quindi noi tutti, abbiamo ruotato attorno al Sole percorrendo 940 milioni di chilometri. Basterebbe questo per non sentirsi annoiati, ma c’è molto di più.


Il Sole e tutti i pianeti del sistema solare si muovono attorno al centro della Galassia in 235 milioni di anni. | NASA
A SPASSO NELLA VIA LATTEA. Il Sole infatti, non è in quiete all’interno della Via Lattea, la galassia che lo ospita, ma si muove attorno al suo centro. E si sposta alla rispettabile velocità di 220 chilometri al secondo o se si vuole a quasi 800.000 chilometri all’ora. Calcolatrice alla mano, fanno  7.008.000.000 chilometri.



La posizione del Sole all'interno della Via Lattea.
Viaggiando a questa velocità compiamo un giro della Via Lattea in 235 milioni (circa) di anni. E in più il Sole (e tutti noi) ci muoviamo in su e in giù rispetto al piano della galassia stessa con un periodo che va dai 20 ai 60 milioni di anni.

C’è chi ha visto in queste fasi una ricorrenza di estinzioni in massa forse perché, periodicamente, passiamo vicino a stelle che alterano la  stabilità delle orbite delle comete e degli asteroidi che vi sono nella nube di Oort e nella fascia di Kuiper e che si avvicinano al centro del sistema solare andando a colpire i pianeti, Terra compresa.

Ma sono deduzioni molto semplicistiche, perché chissà quante sono, in questo viaggio a gobbe,  le masse stellari a noi sconosciute vicino alle quali passiamo e che possono causare alterazioni al movimenti dei piccoli corpi che circondano il Sole.

DIRITTI VERSO LO SCONTRO GALATTICO. E poi c’è il movimento della nostra galassia che trascina il Sole, la Terra e noi tutti verso la galassia di Andromeda a una velocità di circa 110 chilometri al secondo. E così l’anno scorso abbiamo compiuto 3 miliardi e mezzo di chilometri verso la collisione galattica prevista fra 3-4 miliardi di anni.


La galassia di Andromeda. Ci stiamo avvicinando ad essa e tra 3-4 miliardi di anni ci scontreremo | ESA/NASA
E se non bastasse la Via Lattea, Andromeda e le oltre 70 galassie che costituiscono il Gruppo Locale di galassie, che formano una sorta di arcipelago nell’Universo, si sono mosse a una velocità di 627 chilometri al secondo nella direzione del Centauro.

E così, solo nel 2015, abbiamo percorso un viaggio di 20 miliardi di chilometri attraverso l’Universo. E nessuno ha pagato il biglietto per questo incredibile viaggio, che appena terminato abbiamo immediatamente ricominciato.

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Mondo Tempo Reale

Il mondo è pronto per la grande tempesta solare?



Il governo britannico ha diffuso il suo piano nel caso una forte tempesta solare dovesse investire il pianeta Terra. Un evento di forte intensità potrebbe provocare interruzioni diffuse di corrente e il malfunzionamento dei sistemi di comunicazione satellitare. Il rapporto governativo sollecita i cittadini a prepararsi ad un evento del genere allo stesso modo degli altri disastri naturali.

Il mondo avrà appena 12 ore di preavviso nel caso una grande esplosione di particelle ad alta energia dovesse essere emessa dal Sole e dirigersi verso il nostro pianeta.

A rivelarlo un rapporto diffuso dal governo inglese, nel quale è previsto un piano per far fronte ad un evento del genere, potenzialmente catastrofico.

Una tempesta solare particolarmente intensa potrebbe “friggere” buona parte delle reti elettriche dell’emisfero settentrionale, causando blackout che potrebbero durare giorni.

Inoltre, sarebbe compromessa l’intera rete di comunicazione satellitare, con notevoli problemi per il trasporto aereo, navale e ferroviario.

Il rapporto spiega che l’elemento più dannoso sarebbe rappresentato da una massiccia espulsione di massa coronale, ovvero un’eruzione di particelle ad alta energia nello spazio. Anche i brillamenti solari più intensi potrebbero creare problemi notevoli al nostro pianeta.

«Qualora tali fenomeni fossero diretti verso la Terra, gli effetti potrebbero essere di ampia portata», si afferma nel rapporto (Space Weather Preparedness Strategy). «Questi includono perdita di potenza elettrica, interruzione delle attività aeree, perdita delle comunicazioni e disturbi nei sistemi satellitari».

Eventi del genere variano in frequenza, essendo legati all’attività solare, e spesso seguono rotte lontane dalla Terra. Tuttavia, grandi eventi solari possono minacciare la Terra ogni 100 anni, più o meno.

L’ultima grande esplosione di massa coronale ha colpito la Terra, conosciuto come “Evento Carrington”, è avvenuta nel 1859 ed è considerata la più potente degli ultimi 500 anni.

A quel tempo, la tecnologia era ancora poco sviluppata, quindi i danni non furono disastrosi. Tuttavia, la rete telegrafica di tutto il mondo andò in tilt.

L’ultimo evento significativo, invece, è stato registrato nel marzo di quest’anno, durante il quale sono state colpite le trasmissioni radio in alcune parti del mondo. Secondo il governo britannico, l’esplosione di particelle ha impiegato circa 18 ore per raggiungere la Terra. Ma ha aggiunto: «In uno scenario peggiore, potrebbero esserci solo 12 ore di preavviso, prima che la Terra venga colpita».

Il rapporto, inoltre, avverte che i trasformatori della rete elettrica della Gran Bretagna sono stati già danneggiati in passato e potrebbero essere vulnerabili ad un grande evento solare. Ciò significa che ogni capofamiglia dovrebbe assicurarsi di avere candele e torce elettrica per far fronte al blackout che potrebbe durare giorni.

Il governo raccomanda di preparasi ad un eventuale tempesta solare più o meno allo stesso modo di altri disastri naturali, come inondazioni o grandi tempeste.

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UN’ISOLA MAGICA COMPARE SU TITANO… E POI SCOMPARIRE RAPIDAMENTE!

Un curioso fenomeno osservato su Titano, la più grande luna di Saturno, sta confondendo gli esperti: le immagini sembrano mostrare la comparsa di un'isola, per poi scomparire poco dopo. Cosa stiamo guardando?

Gli astronomi sono alle prese con un misterioso fenomeno transitorio soprannominato “l’isola magica” osservato su Titano, il satellite naturale più grande di Saturno.
Durante un passaggio ravvicinato, la sonda Cassini ha ripreso l’emersione di un oggetto luminoso nel Ligeia Mare, un bacino di metano ed etano allo stato liquido situato al polo nord di Titano.
Tuttavia, al secondo passaggio della sonda, l’oggetto è misteriosamente svanito. I ricercatori si chiedono cosa abbia catturato l’occhio elettronico di Cassini.
Descritto come un “brillante fenomeno transitorio”, agli scienziati non è chiaro se il fenomeno sia stato causato dall’emersione in superficie di un oggetto solido, o se si tratti semplicemente di un bagliore luminoso. Le ipotesi proposte comprendono la possibilità che si tratti di onde o di bolle, o di materia solida in movimento.
I dettagli della scoperta dell’isola magica sono stati pubblicati sulla rivista Nature Geoscience. “Questa scoperta ci dice che i liquidi nell’emisfero nord di Titano non sono semplicemente stagnanti e immutabili, ma che sono soggetti a cambiamenti”, spiega all’Indipendent Jason Hofgartner, scienziato planetario presso la Cornell University. “Non sappiamo cosa sia questa “isola magica”, ma ci piacerebbe approfondire ulteriormente”.
“Riteniamo che la struttura apparsa davanti ai nostri occhi durante l’analisi delle immagini sia un cambiamento avvenuto sulla superficie del Mare” racconta a media.inaf.it Jonathan Lunine, ricercatore presso la stessa università. “Siamo convinti che quella apparsa non sia una vera e propria isola ancorata alla crosta che sia affiorata a causa di una diminuzione del livello del mare o, al contrario, perché si sia innalzata a seguito di fenomeni tettonici.
I risultati presentati nel nostro articolo indicano che si tratta di un fenomeno legato al liquido che compone il Mare, come la presenza di onde, bolle o forse anche materiale galleggiante che possiede una differente composizione rispetto al metano e all’etano di cui è fatto quel bacino”.
Un’altra ipotesi interessante è la presenza di corpi solidi galleggianti o sospesi, compresi iceberg. Tuttavia, qualsiasi iceberg su Titano non potrebbe essere fatto di ghiaccio d’acqua, in quanto la loto alta densità li farebbe affondare nell’oceano di idrocarburi liquidi.
La composizione, invece, dovrebbe essere fatta da una miscela congelata di metano ed etano. Uno studio precedente di Hofgartner e Lunine suggerisce che le condizioni atmosferiche presenti su Titano porterebbero tali iceberg ad affondare in inverno e a galleggiare in estate.
Titano è il più grande satellite naturale del pianeta Saturno ed uno dei corpi rocciosi più massicci dell’intero sistema solare; supera in dimensioni il pianeta Mercurio, per dimensioni e massa è il secondo satellite del sistema solare dopo Ganimede. Si tratta inoltre dell’unico satellite del sistema solare in possesso di una densa atmosfera.
Sotto la spessa atmosfera di Titano, gli astronomi hanno scoperto gelide montagne e dune composta da “sabbia organica”. L’esplorazione della Cassini-Hugens ha portato alla scoperta di laghi di idrocarburi liquidi nelle regioni polari del satellite.
Come la Terra, Titano, con i suoi liquidi e la sua densa atmosfera, ha sistemi meteorologici stagionali, con vento e pioggia che attraverso l’erosione causano paesaggi simili a quelli terrestri. Tuttavia, Titano è più simili alla Terra primordiale, ma con una temperatura molto più bassa, dove il ciclo del metano sostituisce il ciclo idrologico presente invece sul nostro pianeta.
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Misteriosa figura compare nello State Parks in Georgia

La foto che vi presentiamo è stata scattata con una fotocamera all’infrarosso nella fauna selvatica della State Parks in Georgia (USA), la fotocamera è stata impostata per tentare di catturare i trasgressori su alcune proprietà terriere e i proprietari hanno potuto registrare e anche osservare una misteriosa luce nel bosco fuori dalla loro casa di notte.
I proprietari hanno chiamato i Ranger e hanno creduto che la fonte di luce erano in realtà dovuta alla presenza di cacciatori che camminavano durante la notte (molto comune per la zona), dopo una serie di relazioni e denuncie, cercando di individuare eventuali cacciatori della zona, il proprietario ha messo una videocamera all’interno della fauna selvatica.
Misteriosa figura compare nello State Parks in Georgia Poi successivamente ha verificato la registrazione il giorno successivo e ha contattato gli esperti per dare uno sguardo alle foto, il proprietario non avrebbe detto quello che pensava che fosse e dunque non avrebbe espresso la sua opinione su quello che ha pensato che fosse, per paura di essere preso per pazzo, ma l’immagine parla chiaro.
Si vede benissimo una figura luminescente che è comparsa anche in un’altra foto raccolta da un Ranger del DNR (Dipartimento delle Risorse Naturali) e che risale alla settimana scorsa e che si può osservare la strana figura vista in una posizione diversa e che è simile a questa immagine, il Ranger ha detto che non ha mai visto niente di simile, si è pensato solo che questa foto sarebbe da condividere con tutti.
Misteriosa figura compare nello State Parks in Georgia
Misteriosa figura compare nello State Parks in Georgia

La NASA si sbilancia: Marte un tempo era abitabile

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"Una volta su Marte esistevano le condizioni necessarie per consentire forme di vita". Lo ha rivelato la Nasa citando il risultato delle prime analisi delle trivellazioni effettuate da sonda Curosity in quello che potrebbe essere stato, un tempo, il letto di un lago marziano. È la prima volta che possiamo trarre una conclusione del genere riguardo a un altro corpo celeste.
"Questo è sicuramente l'ambiente più abitabile mai incontrato finora all'infuori della terra", ha dichiarato John Grotzinger, a capo della missione Curiosity per il California Institute of Technology. "Se un essere umano si fosse ritrovato sul pianeta, all'epoca, avrebbe potuto tranquillamente bere l'acqua che era lì".

Secondo quanto riferito da Michael Meyer, capo del programma Nasa per l'esplorazione di Marte, nelle rocce analizzate da Curiosity sono state trovate alcune sostanze, come idrogeno, carbonio e ossigeno, indispensabili per consentire la sopravvivenza di forme di vita.
"La fondamentale domanda cui (doveva rispondere) era se Marte avrebbe potuto sostenere un ambiente abitabile. Da quanto abbiamo appreso la risposta è si", ha concluso Meyer.
La scoperta si basa, in parte, sul rinvenimento di minerali argillosi e solfati nel campione estratto durante la trivellazione del terreno. Entrambi i materiali si formano infatti esclusivamente in presenza di acqua, e per di più solo in ambienti non acidi, dato che gli ambienti acidi sono invece potenzialmente pericolosi per la vita. 
00%20-%20Charitum%20Montes.jpgNella conferenza stampa al quartier generale della NASA a Washington D.C., il team di ricerca ha anche annunciato che semplici sostanze organiche sono state rilevate dal Sample Analysis at Mars (SAM). Paul Mahaffy, responsabile scientifico di SAM, ha però specificato che non è ancora chiaro se le sostanze organiche sono di origine puramente marziana o se si sono formate dall'interazione con sostanze organiche inavvertitamente portate dalla Terra dal rover.
La trivellazione è avvenuta in una zona battezzata Yellowknife Bay all’interno del grande cratere Gale dove il Rover aveva poggiato le sue ruote poco lontano con estrema precisione quasi otto mesi fa.
La trivella ha penetrato un suolo di tipo sedimentario in un punto alla confluenza di alcuni fiumi che in poche remote formavano alternativamente un lago, il cui fondale con i suoi minerali poteva fornire energia chimica e altre condizioni favorevoli ai processi biologici. 
"La gamma di ingredienti chimici che abbiamo identificato nel campione è impressionante”, continua Paul Mahaffy. "Abbinamenti come solfati e solfuri indicano una possibile fonte di energia chimica per i microrganismi". Ora che è stato scoperto che in passato Marte era favorevole alla vita, l'obiettivo, ha spiegato la Nasa è cercare composti organici.
Marte oggi è freddo, secco e ostile, e la possibilità di trovare la vita sulla sua superficie sono considerate infinitamente sottili. Ma con i suoi laboratori portatili di chimica e mineralogia, una novità assoluta per i rover marziani, Curiosity sta finalmente trovando le tanto attese prove dell'esistenza di un Marte più caldo e umido. Tutto questo è stato possibile grazie all'uso del trapano del robot, altra importante novità introdotta da Curiosity. 
“Abbiamo analizzato un ambiente molto antico dove una volta le condizioni erano favorevoli alla vita”, conclude John Grotzinger, “ma ritengo che altre scoperte ancora più eccitanti ci aspettino nei prossimi mesi e anni”.
Il rover è atterrato a Gale Crater in agosto e ci si aspettava che procedesse rapidamente verso la grande montagna al centro del cratere, il monte Sharp per scalarne le pendici e che sorge al centro del grande cratere scavato dalla caduta di un asteroide. Ma la deviazione nella regione della Yellowknife Bay è stata così produttiva che non è ancora chiaro quando proseguirà il suo viaggio verso la montagna.
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Quella misteriosa struttura che circonda il buco nero...

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Una misteriosa struttura dinamica è stata rilevata nel disco di accrescimento di un buco nero di massa stellare situato nella costellazione della Vergine, a circa 4900 anni luce di distanza dalla Terra. La scoperta è descritta in un articolo a prima firma J. M. Corral-Santana pubblicato su “Science”.
Il buco nero, di massa pari a tre masse solari, fa parte del sistema binario Swift J1357.2 che contiene anche una piccola stella compagna - dotata di un quarto della massa del Sole - che ruota attorno al centro di massa del sistema ogni 2,8 ore.
I buchi neri di massa stellare si trovano principalmente in una particolare classe di sistemi binari a raggi X che possono rimanere silenti per secoli, emettendo occasionalmente fasci di radiazione X diretti lungo l'asse di spin, per poi scatenarsi in esplosioni di enorme violenza. In mezzo secolo di astronomia a raggi X, nella Via Lattea è stata confermata l'esistenza di 18 buchi neri di questo tipo, ma altre 32 binarie a raggi X sono sospettate di contenerne uno a causa delle caratteristiche delle loro emissioni X.
I buchi neri di massa stellare, fondamentali per la comprensione delle esplosioni di supernova e dell'evoluzione stellare, sono oggetti difficili da studiare. Uno degli aspetti che ne complica lo studio è che per questa classe di sistemi binari non si è mai osservato un fenomeno di “eclissi” ossia un indebolimento della radiazione X emessa, in corrispondenza del fenomeno di occultamento di una stella da parte dell'altra, anche se, considerata la distribuzione casuale delle inclinazione degli assi di spin, statisticamente il fenomeno avrebbe dovuto essere rilevabile per almeno una decina di questi sistemi binari.
Studiando immagini nell'ottico di Swift J1357.2 ottenute con i telescopi Isaac Newton eWilliam Herschel alle Canarie, Corral-Santana e colleghi hanno però ora osservato un periodico indebolimento della luce proveniente dal disco di accrescimento del buco nero, il cui periodo è apparso variabile, e talvolta anche di soli pochi secondi.


"Dato che il periodo orbitale del sistema è di 2.8 ore – ha detto Corral-Santana - questi cambiamenti non possono essere prodotti da eclissi da parte della stella compagna. Devono essere quindi generati da una struttura nascosta situata nelle immediate vicinanze del buco nero, nel disco di accrescimento interno.”
In prima battuta Swift J1357.2-0933 sembra avere una conformazione standard: un buco nero “cannibale” (di circa 3 masse solari) circondato da uno spesso disco d’accrescimento attorno al quale spiraleggia, come una falena attratta da una lanterna, una piccola stella (appena un quarto della massa del Sole) che gli cede materia, in attesa di capitolare. 
Ha però una peculiarità, rispetto ai sistemi analoghi già conosciuti: oltre a essere relativamente vicino (1500 parsec), visto dalla Terra è orientato in modo tale che lo riusciamo a osservare quasi di taglio. Quel “quasi” è importante: proprio la leggera inclinazione consente infatti una vista privilegiata, tale da poter cogliere i fotoni provenienti dalla zona interna del disco d’accrescimento pur mantenendo una prospettiva, appunto, di taglio.
Ed è proprio dall’analisi delle variazioni periodiche nello spettro di quei fotoni – troppo rapide rispetto al periodo orbitale del sistema – che Corral-Santana e colleghi sono riusciti a rilevare la presenza dell’intruso, a localizzarne la posizione e a ricostruirne la forma: si tratta di una struttura verticale mai vista prima che si erge al centro del disco d’accrescimento della binaria X, proprio nei pressi del buco nero. Ora si tratta di capire a cosa possa essere dovuta, e se è presente o meno anche nelle altre VXFB.
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La spazzatura spaziale cinese distrugge un satellite russo

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Oltre ad inquinare il proprio territorio, la giovane economia capitalista della Cina sta imbrattando anche lo spazio orbitale della Terra. SecondoAnalytical Graphics, Inc. (AGI), il Centro per gli standard spaziali e l'Innovazione (CSSI), lo scorso 22 gennaio 2013, una piccola sonda russa, il Blits, è stato colpito dai rimasugli del Fengyun 1C, un satellite meteorologico cinese spedito in orbita nel 1988.
La collisione è stata confermata solo il 4 febbraio 2013, quando gli scienziati russi Vasiliy Yurasov e Andrey Nazarenko e i tecnici dell'Istituto per l'Ingegneria di precisione di Mosca (IPIE) hanno rilevato un significativo cambiamento di rotta nell'orbita di Blits. 
Come rivela space.com, i rottami cinesi sono stati provocati dalla distruzione intenzionale del Fengyun 1C avvenuta l'11 gennaio 2007, nell'ambito di un test missilistico anti-satellitare. L'esplosione provocò una serie di rottami orbitanti che, fin d'allora, hanno rappresentato una minaccia sia per i satelliti che per i veicoli spaziali con equipaggio umano.
La collisione ha modificato l'orbita del satellite russo, insieme alla sua velocità di rotazione e all'attitudine. Nell'animazione è possibile notare i cambiamenti avvenuti 

Una volta rilevato il cambiamento di rotta del Blits, i tecnici hanno lavorato a ritroso sui dati disponibili per determinare quale dei detriti orbitanti possa essere stato abbastanza grande da causare un cambiamento nell'orbita del satellite russo. I calcoli hanno determinato che solo un rottame del Fengyun 1C può aver causato il problema.
Il test anti-satellitare che distrusse il Fengyun 1C è stato condotto dalla Cina nel 2007. Il Fengyun 1C, posizionato ad un'altitudine di 865 chilometri, fu colpito con veicolo posto in orbita alla velocità di 8 km/s nella direzione opposta al satellite. A confermare il test fu una relazione datata 19 gennaio 2007 del National Security Council (NSC) degli Stati Uniti.
In un primo momento il governo cinese non confermò pubblicamente se il test fosse stato eseguito, ma qualche giorno dopo, il 23 gennaio 2007, il Ministero degli Esteri cinese lo notificò formalmente agli Stati Uniti e al Giappone. Diverse nazioni reagirono negativamente al test cinese, denunciando le gravi conseguenze di una militarizzazione dello spazio. 
collisione-satellite-02.jpgQuello cinese è stato il primo test anti-satellitare coronato dal successo. Gli Stati Uniti ci provarono già nel 1985 senza ottenere risultati significativi. Liu Jianchao, il portavoce del Ministero degli Esteri della Cina, ebbe dichiarò: “Non c'è bisogno di sentirsi minacciati dal test. La Cina non parteciperà alla corsa agli armamenti nello spazio esterno”.
Test missilistici del genere hanno la grave conseguenza di creare numerosi detriti orbitanti, compromettendo per sempre le future esplorazioni dello spazio.
Secondo le ultime statistiche, nello spazio esterno ci sarebbero almeno 2317 rottami tracciabili, con dimensioni che variano dalla pallina da golf a rottami grandi quanto un'automobile, senza contare più di 150 mila particelle di detriti, tipo viti o crosticine di vernice, che viaggiando ad alta velocità possono essere letali come proiettili.
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Si può sopravvivere ad un viaggio verso Marte? Cercasi nuovi coloni

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Cercansi un uomo e una donna sulla cinquantina, preferibilmente sposati. Amanti dell'avventura, interessati a Marte e disposti a trascorrere un lungo periodo insieme in un piccolo spazio - diciamo circa 501 giorni in 17 metri cubi di spazio.
Avviso ai candidati: verrete esposti a rischi senza precedenti e la vostra salute a lungo termine potrebbe venire compromessa. Ma se tutto va come deve, diventerete i primi esseri umani a viaggiare nello spazio profondo e vedere Marte da molto vicino.
Il multimilionario Dennis Tito, primo turista spaziale al mondo, ha annunciato che la Inspiration Mars Foundation, la sua neonata organizzazione senza scopo di lucro, ha raccolto la sfida di inviare i primi uomini su Marte. "Non abbiamo mandato nessun essere umano al di là della Luna in 40 anni", ha dichiarato, "e penso che sia arrivato il momento di metter fine all'attesa".
Tito sostiene che è giunta l'ora che i viaggi spaziali con equipaggio inizino a tenere il passo degli importanti progressi tecnologici e di robotica che negli ultimi anni hanno permesso missioni come quella di Curiosity o del Telescopio spaziale Hubble.

Affiliate Program ”Get Money from your Website”La Inspiration Mars Foundation mira a lanciare la prima missione nel gennaio 2018, quando Terra e Marte saranno in un punto particolarmente vicino del loro ciclo di 15 anni. L'idea è quella di mandare un uomo e una donna in una missione perlustrativa simile a quella che ha preceduto l'allunaggio delle missioni Apollo.
Perché proprio un uomo e una donna? Tito e il suo team spiegano che il veicolo spaziale potrà probabilmente ospitare solo due astronauti, e che come ambasciatori dell'umanità è giusto inviare rappresentanti di entrambi i sessi. 
Possiamo davvero arrivare su Marte?
Il progetto è estremamente ambizioso ma è fattibile, in quanto piuttosto semplice in termini di scienza missilistica. Secondo un report che Tito consegnerà questa settimana a una conferenza aerospaziale in Montana, se il lancio andrà come previsto, basterà poi un solo razzo per aggiustare la rotta. Con la giusta traiettoria, la sonda potrà volare verso Marte, passare a poche centinaia di chilometri dalla superficie, venire sospinta attorno al pianeta e fare ritorno verso la Terra. 
Con la traiettoria ipotizzata, la sonda trascorrerebbe più o meno dieci ore a circa 100.000 chilometri da Marte. "In termini di difficoltà, quello che vogliamo fare è assolutamente nulla in confronto all'atterraggio di Curiosity su Marte", ha detto MacCallum. "Gli unici veri rischi sono nel trasportare due persone, per il resto l'architettura del viaggio è piuttosto semplice, ed è questo a renderla attraente". 
Varie organizzazioni e imprese, tra cui anche la National Geographic Society, stanno valutando un'eventuale partnership con la Inspiration Mars Foundation. Il viaggio non sarà però sponsorizzato né controllato dalla NASA.
L'agenzia spaziale ha tuttavia mostrato grande interesse per il progetto, e fornirà un sostegno sostanziale per quanto riguarda le modalità di selezione degli astronauti oltre che diversi consigli su come rendere la navicella un posto vivibile.

Una sfida psicologica
Oltre agli inevitabili rischi relativi al lancio nello spazio e al ritorno sulla Terra, il pericolo più grande della missione è costituito dai livelli potenzialmente nocivi di radiazione cosmica e solare a cui gli astronauti saranno sottoposti. Una delle prime priorità della fondazione sarà lo sviluppo di metodi per bloccare le radiazioni.
A questo scopo, la sonda sarà imbottita con sacche d'acqua e rivestimenti speciali in alluminio. La Inspiration Mars Foundation valuterà anche la possibilità di somministrare agli astronauti farmaci per attenuare gli effetti delle radiazioni sulla salute. Ma le complicazioni non finiscono qui.
Immaginate di rimanere bloccati con una persona in una stanza delle dimensioni di un camper per 17 mesi. Se la Inspiration Mars Foundation riuscirà nel suo progetto di lancio, la privacy è solo uno dei problemi psicologici che i membri dell'equipaggio dovranno affrontare.
Mentre gli esseri umani hanno una lunga storia di esplorazioni dell'ignoto nel nostro stesso pianeta o nelle immediate vicinanze, i viaggi nello spazio al di fuori dell'orbita terrestre e della Luna sono una nuova frontiera, e i riflessi sul benessere mentale degli equipaggi umani è ancora un'incognita.
"Credo che saranno questi, e non quelli tecnologici, gli ostacoli più grandi da superare", ha detto Jason Kring, ricercatore presso l'Embry-Riddle Aeronautical University in Florida, che studia i comportamenti degli esseri umani in ambienti estremi. 
I sentimenti di isolamento e noia, la consapevolezza della netta lontananza dalla Terra e la lunghezza dei periodi di reclusione sono alcuni dei problemi mentali che potrebbero colpire l'equipaggio e che preoccupano i ricercatori. 

Un mondo completamente nuovo
mars-direct.jpgQuando sono in orbita attorno alla Terra, come ad esempio durante le missioni verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS), gli astronauti possono comunicare in tempo reale con amici, famiglia e personale di terra.
L'equipaggio della ISS può ricevere visitatori e viene allietato con una selezione di cibo differenziata a seconda dei gusti, dice Nick Kanas, psichiatra e professore emerito presso la University of California di San Francisco.
"Su Marte i membri della spedizione non potrebbero parlare con nessuno in tempo reale", spiega Kanas, che ha studiato i problemi psicologici degli astronauti per conto della NASA. "In caso di incendio o di qualsiasi altro problema da risolvere immediatamente, non ci sarebbe nessuna supervisione", spiega. "In quei momenti sarebbe un isolamento vero e proprio".
Anche se non in tempo reale, i membri dell'equipaggio sarebbero comunque in grado di comunicare con le persone sulla Terra. Ma le interazioni tra l'equipaggio e le squadre a terra crea a sua volta una serie di problemi da risolvere. Il lavoro di ricerca di Kanas ha mostrato che gli equipaggi nello spazio possono sviluppare sentimenti negativi nei confronti dei colleghi sulla Terra, che possono sfociare in veri e propri sentimenti d'abbandono nei membri a bordo della navicella.
Come evidenziato dallo stesso Kanas in un articolo del 2010 apparso sul Journal of Cosmology, indagini russe hanno poi dimostrato che le squadre delle missioni spaziali spesso forniscono al personale di terra un quadro incompleto di ciò che sta accadendo a bordo, nascondendo loro di proposito alcune informazioni. 

Il giusto equilibrio
Gli esperti dicono che alcuni problemi psicologici possono essere evitati o mitigati con la selezione dell'equipaggio e con una buona formazione. Secondo Kanas, che collabora con la NASA per la selezione del personale delle missioni, non esiste una lista delle caratteristiche di un buon equipaggio.
In generale un buon membro è quello che ama sia lavorare in solitudine che socializzare. Questo permette all'equipaggio, ad esempio, di alternarsi al lavoro, prendendo una pausa dal contatto con gli altri, per poi riunirsi durante i pasti e magari risolvere insieme un problema. "Bisogna evitare sia gli introversi che gli estroversi", spiega Kanas. 
Jane Poynter, co-fondatrice della Paragon Space Development Corporation, seguirà la scelta dell'equipaggio (e dei sistemi di supporto vitali) per conto della Inspiration Mars Foundation. Poynter e il marito, Taber MacCallum, hanno vissuto in isolamento per due anni in Biosfera 2, una struttura progettata alla fine degli anni Ottanta per contenere un ecosistema chiuso, e ideata proprio al fine di studiare future applicazioni per un'eventuale colonizzazione spaziale. 
In condizioni di isolamento, "è immensamente utile avere qualcuno che già conosci e di cui ti fidi", spiega Poynter. Tale configurazione potrebbe aiutare anche a risolvere eventuali problemi derivanti dalla nascita di nuove relazioni romantiche tra i membri dell'equipaggio.

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