Un Inverno simil tropicale che potrebbe rimarcare il rischio di gelo estremo



Il Clima Planetario, specie quello del nostro Emisfero, quest'anno è impazzito per l'esagerata influenza causata da El Niño e chissà quanti altri elementi che regolano le fluttuazioni climatiche. Per dirla in parole semplici, esiste la concreta possibilità che questa stagione sia la più calda a memoria d'uomo.
Il Centro di Calcolo ECMWF che si trova a Reading, a due passi da Londra, è il maggiore modello matematico europeo, e continua ad emettere allarmanti proiezioni per l'Inverno europeo. Secondo le sue stime avremo un Inverno mitissimo, con picchi di temperatura anomala per l'Italia anche di 5°C e più. Anche i modelli matematici americani sono poco rassicuranti. Ma periodicamente, entrambi, propongono improvvise ondate di freddo o di maltempo estremo. Alcune qua e là nel Pianeta si realizzano, altre no.
Dal lato pratico per moltissimi italiani che vivono la crisi economica, un mite Inverno vuol dire risparmio di tanti soldi in bolletta. Per chi opera nel turismo invernale potrebbe voler dire che si rischia di non fatturare, e di lasciare a casa migliaia di lavoratori.
Scientificamente, una così tanta energia potrebbe anche scatenare improvvise ondate di freddo, come mai viste da nessun uomo vivente. E non è una follia. E' un'ipotesi frutto del Clima pazzo che viviamo in buona parte del Pianeta.
In California fa freddo come succede una volta ogni molte decine di anni. La Cina settentrionale è interessata da tempeste di neve. Una cappa di smog causata da una fredda Alta Pressione interessa Pechino. In varie lande del nostro Pianeta fa freddo così tanto al pari del caldo che fa altrove.
Viviamo una diffusa anomalia climatica planetaria. Il 2015 si chiuderà come l'anno tra i più caldi da quando si fanno misurazioni di temperatura, eppure ci sono zone dove si è avuto il freddo del secolo.
L'Italia e l'Europa non sono ai Tropici, ed il rinnovato tepore che stiamo osservando su molte aree d'Italia è malsano. Misurare per molti giorni 12°C a 2500 metri di quota sulle Alpi, oppure 20°C e più in varie zone del Centro Sud non è normale. Quest'anno non abbiamo avuto le tradizionali piogge autunnali. Possiamo altresì citare le alluvioni del Sud Italia, anche quelle a catena che hanno toccato Sicilia e Calabria.
La vita sulla Terra è frutto di un equilibrio delicato, e marcati cambiamenti climatici, anche se non non definitivi come quelli che stiamo vivendo, genereranno squilibri. Come detto, già si avvertono laddove è caduta pochissima pioggia. Poi si sono visti parecchi eventi meteo estremi, con temporali di intensità mai vista a memoria d'uomo. In Italia potremmo citare il temporale con grandine grossa sino a 10 centimetri nella zona di Napoli, così a Messina. Oppure i vari super nubifragi, le ondate di calore, le furiose burrasche con mareggiate e venti tempestosi. Ma in giro per il Pianeta le anomalie, gli eventi meteo estremi sono stati innumerevoli.
Stiamo vivendo una fase accentuatissima di fluttuazioni climatiche che non derivano, nel loro insieme, da quello che viene definito Global Warming.
El Niño ne è responsabile in America e Asia orientale. In Europa c'è l'innalzamento anomalo della linea di convergenza intertropicale (ITCZ). Una sorta di linea immaginaria di incontro di masse d'aria che avviene nel nord Africa Tropicale, che ci porta gli anticicloni nord africani.
Il Pianeta è come se fosse un essere vivente ammalato, e quando è in corso una malattia si innescano reazioni naturali per contrastarla.
Non è surreale ipotizzare che potremmo avere una prima fase climatica molto calda in Europa, e come avviene nel corpo umano, potrebbero attivarsi gli anticorpi per spegnere la febbre, e innescare episodi particolarmente gelidi.
Potremmo passare dal caldo di 5°C oltre la media, al gelo di oltre 5°C sotto la norma e trovarci sepolti da bufere di neve.
Questa non è una teoria, bensì una riflessione sul Clima perché quando ci sono differenze termiche esagerate in spazi poco distanti si potrebbero innescare eventi meteo estremi. E la storia climatica documenta molto bene questi passaggi estremi, da settimane di Alta Pressione e clima mite a improvvise e poco prevedibili, ondate di gelo.
A titolo di esempio e non per fare paragoni sulle dinamiche nel dettaglio, ciò avvenne nel Gennaio 1956, nel Gennaio 1999, ma anche nel Febbraio 2012.
immagine 2 articolo 41375IL tepore nel sud Sardegna, con chi fa anche il bagno in mare d'Inverno (credits www.meteosardegna.it)
Infine, potrebbe succedere che l'epilogo dell'Inverno sia mite, anzi, mitissimo, perché con gli attuali sconvolgimenti climatici tutto è possibile, anche di avere un non Inverno.

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Clima, è l'anno della svolta?



FOTOGALLERIA Il riscaldamento globale è la minaccia più grave per il nostro pianeta. Ma qualche ragione di ottimismo c'è. Ecco perché abbiamo dedicato il numero di novembre alla sfida sul clima



Acque di fusione sgorgano dalla calotta di ghiaccio dell'isola di Nordaustlandet, nell'arcipelago delle Svalbard, Norvegia. L'Artide si scalda più rapidamente del resto del pianeta. Al ritmo attuale il ghiaccio estivo potrebbe sparire dalla regione entro il secolo.
Fotografia di Paul Nicklen

Potrebbe essere l’anno della svolta. Così pensa Laurence Tubiana. È una donna di 63 anni, minuta, elegante, dai capelli bianchi. Nel corso di una conferenza stampa in un rumoroso ristorante vicino al Campidoglio, a Washington, si è scusata perché non riusciva ad alzare il tono di voce. Eppure è l'ambasciatrice francese all'Onu per i negoziati sul cambiamento climatico, ed è incaricata di coordinare un progetto di proporzioni immense e di grande complessità.

Da un anno e mezzo Tubiana viaggia per incontrare i rappresentanti di 195 paesi, per cercare di garantire il successo della Conferenza internazionale sul clima che avrà inizio a dicembre a Parigi, e far sì che questa rappresenti un punto di svolta negli sforzi per contenere il cambiamento climatico. «L'idea di un punto di svolta è importantissima», dice.

Ci sono almeno 20 ragioni per temerne il fallimento. Dal 1992, quando le nazioni del mondo si sono accordate al summit di Rio de Janeiro firmando l'Unfccc, la convenzione quadro sui cambiamenti climatici, per evitare "pericolose interferenze antropiche con il sistema climatico", i loro rappresentanti si sono incontrati 20 volte senza riuscire a spostare di un millimetro i livelli delle emissioni. Nel frattempo l'uomo ha rilasciato in atmosfera una quantità di anidride carbonica quasi equivalente a quella emessa in tutto il secolo precedente. Lo scorso anno e lo scorso decennio sono stati i più caldi da quando sono iniziate le registrazioni delle temperature. Oggi le ondate di calore da Guinness dei primati sono cinque volte più probabili che in passato. L'anno scorso gli scienziati hanno riferito che gran parte della calotta glaciale dell'Antartide occidentale è destinata al collasso: ciò implica che nei secoli a venire il livello dei mari salirà di 1,2 metri e forse più.



Da un'altezza di circa 2.300 metri, il reticolo notturno di New York somiglia più a un circuito stampato che a una città. Le sfumature blu-viola sono dovute al luccichio delle lampade a led, che illuminano Times Square e altre parti di Midtown Manhattan.
Fotografia di Vincent Laforet

Stiamo già ridisegnando la mappa del pianeta, specialmente quella delle zone in cui animali, piante ed esseri umani possono vivere. Nell'aria però c'è ancora qualche traccia di speranza. Cina e Stati Uniti, i due paesi che emettono più carbonio, hanno annunciato un accordo per ridurre le emissioni. Sei compagnie petrolifere europee si dichiarano a favore di una carbon tax. Un grande fondo pensionistico norvegese ha promesso di sospendere gli investimenti nel carbone. E il Papa ha messo la sua autorevolezza spirituale al servizio del problema.

Le ragioni che inducono a sperare vanno al di là di promesse o dichiarazioni. Nel 2014 le emissioni globali di anidride carbonica derivanti dalla combustione di combustibili fossili non sono aumentate, nonostante l'economia globale fosse in crescita. Ci vorranno anni per sapere se ciò rappresenti un'effettiva tendenza. Le emissioni si sono mantenute costanti anche perché la Cina, per la prima volta in questo secolo, ha bruciato meno carbone dell'anno precedente aumentando, come molti altri paesi, la produzione di energia rinnovabile (eolica, solare e idroelettrica).

Perfino l'Arabia Saudita è ottimista sull'energia solare. «Il mondo è a una svolta», dice Hans-Josef Fell, coautore di una legge che ha stimolato il boom delle energie rinnovabili in Germania. Di svolte epocali ne abbiamo già viste. Rispetto a 50 anni fa, nel mondo, si vive in media vent'anni di più, si attraversano oceani in un giorno, si comunica all'istante globalmente al costo di pochi centesimi e si trasportano intere biblioteche nel palmo di una mano. I combustibili fossili hanno contribuito a rendere tutto ciò possibile, ma entro la seconda metà del XXI secolo, per scongiurare una catastrofe climatica, dovremo farne a meno.



Il fumo degli alberi in fiamme oscura la foresta pluviale nel Mato Grosso, in Brasile. Negli ultimi decenni quasi un quarto della foresta è stato abbattuto per far posto all'agricoltura, liberando nell'atmosfera milioni di tonnellate di carbonio fissate negli alberi.
Fotografia di George Steinmetz

Chi ritiene che non possiamo portare a termine questa rivoluzione non riconosce quanto abbiamo già cambiato il mondo. Chi pensa che sceglieremo di non farlo, o di non farlo abbastanza in fretta, potrebbe avere ragione. Ci siamo imbarcati in un'avventura senza precedenti, di cui non conosciamo gli esiti. Siamo sopravvissuti ad altre trasformazioni globali, ma per la prima volta stiamo cercando di manovrarne una per assicurare un futuro più promettente al pianeta. Lo scrittore E.L. Doctorow descrisse così il suo modo di scrivere romanzi: "È come guidare di notte: non riesci a vedere più in là della luce dei fari, ma puoi arrivare a destinazione".

Non è necessario riuscire a vedere tutta la strada davanti a noi fino al lieto fine, ma credere che sia possibile raggiungerlo. È l'obiettivo di coloro che parteciperanno alla conferenza di Parigi. Non credono più che si possa stilare un trattato che vincoli ciascun paese a una quota di anidride carbonica, per ridurre le emissioni. Ma cercano il modo di «inviare un segnale forte al mondo degli affari», dice Tubiana, per «creare una profezia che si auto-avveri sulla possibilità di realizzare un'economia a bassa emissione di anidride carbonica». Quando ripenseremo al 2015 da un futuro più caldo, sapremo se è proprio questo l'anno in cui la profezia ha incominciato ad avverarsi.



Questa è la sfida
Dalla fine dell'Ottocento la Terra si è riscaldata in media di 0,85 °C. Gran parte del riscaldamento si è verificato a partire dal 1960. La scala di colori rivela la variazione regionale non percepibile dalla sola media globale: alcune regioni, perlopiù vicine all'Antartide, si sono raffreddate dal 1960 in poi.

Alcune parti dell'Artide si sono riscaldate di ben 9 °C. La variabilità climatica naturale spiega perché il riscaldamento si è verificato in modo disuguale e bizzarro, ma non spiega la tendenza al riscaldamento in sé, che ha sopraffatto l'effetto di raffreddamento indotto delle ceneri emesse dai vulcani.

Negli ultimi 50 anni il riscaldamento ha coinciso con un aumento nelle emissioni di CO2. Trovare un modo per fermarle e con esse il cambiamento climatico è la sfida che ci attende per i prossimi 50 anni.
Mappa: National Geographic
Fonte: Steven Mosher e Robert Rohde, Berkeley Earth

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Mondo Tempo Reale

Bomba d’acqua in Costa Azzurra.



Diverse strade di Cannes e Nizza sono state sommerse dall'acqua. Il sindaco della città del Festival: "Situazione dantesca". Molte le zone inaccessibili, si temono altre vittime. Sei i dispersi. Il presidente Hollande visiterà la zona

Almeno 10 persone sono morte per le alluvioni seguite ai violenti temporali abbattutisi nella notte lungo la Costa Azzurra, in Francia. Sei i dispersi. Alcune strade di Cannes e Nizza sono state completamente sommerse dall'acqua. Il presidente Hollande visiterà la zona. Bloccati cinque "treni bianchi" dell'Unitalsi con a bordo circa 2.500 italiani di ritorno da un pellegrinaggio a Lourdes.



Il sindaco di Cannes Davide Lisnard nel descrivere sul suo profilo Twitter il maltempo parla di situazione "quasi dantesca". Solo nella sua città sono centinaia gli sfollati dalle case invase dall'acqua che il Comune sta provvedendo a sistemare in alloggi di fortuna. Intanto si temono altre vittime dal momento che molte zone sono ancora inaccessibili.

Al momento - mentre il sole è tornato sulla Costa azzurra - 35.000 case restano senza elettricità e la rete ferroviaria risulta ancora bloccata in diversi punti. Una quindicina i treni fermati e costretti a trascorrere la notte sul posto con tutti i passeggeri all'interno. Alla stazione di Nizza sono stati accolti oltre 500 turisti.



Una delle località più colpite risulta Biot, vicino ad Antibes, dove tre persone anziane sono morte annegate in una casa di riposo. A Cannes, una 60enne è stata ritrovata senza vita vicino a un parcheggio. Altri tre morti sono stati trovati nella loro auto a Vallauris-Golfe-Juan. Il Comune di Nizza ha comunicato che in due giorni è caduta una quantità di pioggia pari al 10% della media annuale.

Bloccati 5 treni Unitalsi con 2.500 italiani - Cinque "treni bianchi" dell'Unitalsi, con a bordo circa 2.500 italiani reduci da un pellegrinaggio a Lourdes, sono bloccati lungo la linea ferroviaria Francia-Italia a causa dell'alluvione. I pellegrini - tra i quali numerosi malati, alcuni in lettiga - stanno bene, ha riferito il presidente dell'Unitalsi Salvatore Pagliuca. Uno dei cinque treni è fermo non lontano dal confine di Ventimiglia, nell'area più colpita dal maltempo; altri due treni sono poco distanti da Tolone, gli altri due sono in una zona a nord di Marsiglia.



Allagati la promenade e lo stadio di Nizza - Una tromba d'aria con piogge torrenziali si è abbattuta sabato sera fino a dopo la mezzanotte su tutta la regione fino Nizza e Cannes, inondando anche la celebre Promenade des Anglais. Un violento nubifragio si è abbattuto durante la partita di Ligue 1 fra Nizza e Nantes allagando lo stadio: l'incontro è stato sospeso.

Hollande visiterà la regione - Dopo aver espresso il cordoglio della nazione in un comunicato e attraverso Twitter, il presidente francese Francois Hollande ha annunciato che visiterà la regione delle Alpi Marittime. Sul posto anche il ministro dell'Interno Bernard Cazeneuve. Il primo ministro, Manuel Valls, ha parlato in diretta dal Giappone, dove si trova in visita, esprimendo tutta la sua emozione per il disastro.

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Mondo Tempo Reale

Tempesta di fulmini a Catania, le spettacolari immagini viste da Pedara


Il maltempo nei giorni scorsi è arrivato anche in Sicilia, nell’attesa del caldo previsto per il weekend. A Catania una tempesta di fulmini ha originato uno spettacolo meraviglioso

Tempesta di fulmini a Catania, le spettacolari immagini viste da Pedara – La natura è veramente affascinante e può innescare dei fenomeni capaci di essere allo stesso tempo meravigliosi agli occhi ma potenzialmente pericolosi. Quanto avvenuto nei giorni scorsi a Catania rientra certamente nella prima categoria. Una tempesta di fulminidavvero affascinante che ha lasciato a bocca aperta le persone che si sono trovate ad osservare l’evento. Una foto è stata scattata da Pedara e più che un’immagine fotografica, sembra un quadro dipinto ad hoc. Ecco che una tempesta di fulmini si trasforma in una piccola opera d’arte. Immagini semplicemente spettacolari, dunque, soprattutto in quanto non si sono verificati situazioni di disagio anche se naturalmente a fenomeni come una tempesta di fulmini bisogna sempre prestare attenzione.
Previsioni meteo – Dopo la breve parentesi di maltempo con la tempesta di fulmini dei giorni scorsi, a Catania per oggi giovedì 18 settembre 2014 sono previsti piovaschi sparsi ma già da domani il tempo tornerà bello e soleggiato con temperature che saliranno gradualmente fino a portarsi, nel weekend, oltre le medie del periodo. http://www.centrometeoitaliano.it/ http://www.mondotemporeale.net/

Alluvioni in Serbia, grandi piogge in Romania, nubifragi in Grecia.



La goccia fredda che da giorni porta forte maltempo nell'area balcanica, lunedì ha colpito particolarmente duro in Serbia, in particolare nella parte est, e Romania, soprattutto nella parte ovest di quest'ultima.

Alluvione nella zona di Negotin
in Serbia sono caduti 168 mm a Negotin (110 in 6 ore), 73 a Banatski Karlovac, 39 a Palic. Le piogge incessanti che si sono abbattute su alcune regioni della Serbia hanno provocato lo straripamento di diversi fiumi e torrenti con l'inondazione di vaste estensioni di territorio. Lo stato di emergenza è stato proclamato nelle municipalità di Kladovo e Negotin, lungo il corso del Danubio non lontano dal confine orientale con la Romania.



Grandi piogge anche in Romania, 147 mm a Tirgu Carbunesti, 118 a Drobeta Turnu Severin, 82 a Semenicului, 77 a Resita, 76 a Bozovici e Oravita, 52 a Cuntu e Caransebes, 50 a Lugoj. Ulteriori piogge sono cadute anche nell'ultima notte, ma con intensità più moderata.



Più circoscritte ma localmente violente, le piogge in Grecia. Nei pressi di Salonicco, la mattina del 15 settembre un nubifragio ha colpito la zona di Oreokastro, causando inondazioni e una vittima. Sabato un forte temporale con conseguenti allagamenti aveva colpito Kastoria.

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Uragano Odile si abbatte su Cabo San Lucas. Video del disastro



Nel Pacifico nordorientale, l'uragano Odile, dopo aver raggiunto temporaneamente la categoria 3, ha impattato nella notte tra domenica e lunedì come uragano di categoria 3 sulla Baja California Sur, in Messico. Ha effettuato il landfall su Cabo San Lucas, accompagnato da venti che hanno sfiorato i 200 km/h a Los Cabos.

A causa delle fortissime raffiche di vento, moltissimi alberi sono stati sradicati e lungo le aree costiere si sono registrate onde alte fino a 4-5 metri. In molte abitazioni la corrente elettrica è mancata per varie ore, la gente ha lasciato le proprie abitazioni e affollato gli alberghi, utilizzati come rifugi. Almeno 22 voli sono stati cancellati dall'aeroporto internazionale di Los Cabos.

Nei video seguenti si testimoniano gli enormi danni causati dall'uragano e le onde gigantesche che si sono abbattute sulla costa di Cabo San Lucas.





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Caldo nel Week-end, torna l’Estate al Centro-Sud

Anticiclone Africano in arrivo nel Week-end, ondata di caldo breve ma intensa riporterà l’Estate con un aumento delle temperature soprattutto al Centro-Sud.

Caldo nel Week-end, torna l’Estate al Centro-Sud, 16 Settembre 2014 – Circolazione depressionaria ad Est dell’Italia in esaurimento. Tra oggi e domani ancora un po’ di instabilità e nubi in transito su molte Regioni con precipitazioni sparse per lo più di debole intensità. Tra Venerdì e Domenica forte aumento della pressione con l’avvicinamento da Ovest di un promontorio anticiclonico di origine Africana. Temperature in aumento soprattutto sulle Regioni Centro-Meridionali. Valori in quota attualmente compresi tra i +12/16 gradi sulla Penisola in progressivo aumento nei prossimi giorni. Nel Week-end valori a 850 hPa (circa 1500 metri) compresi tra i +12/14 gradi al Nord,+16/18 gradi al Centro e fino a +20/22 gradi al Sud con locali punte di +24 gradi sulle Isole Maggiori.
Le temperature subiranno un aumento sia nei valori massimi che in quelli minimi, consistente al Centro-Sud dove nel prossimo Week-end saranno anche di 10 gradi al di sopra delle medie del periodo. Gli scarti dalla media saranno di circa +2/3°C al Nord, +5/6°C al Centro e 7/8°C al Sud con punte di oltre +10°C sulle Isole Maggiori. Estate nelle giornate di Sabato eDomenica con temperature massime che potrebbero toccare i +30°C nelle zone interne del Centro e anche intorno ai +32/33°C nelle zone interne delle Regioni Meridionali. Possibili punte di +35°C sulle Isole Maggiori. Ritorno dell’Estate dunque, mentre a seguire sembra possibile un progressivo calo delle temperature su valori più consoni all’ultima decade di Settembre. Seguite tutti i prossimi aggiornamenti per i dettagli.

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Il tifone Kalmaegi sferza le Filippine e minaccia la Cina

Il tifone Kalmaegi nelle ultime ore ha colpito duramente le Filippine, provocando danni e inondazioni con frane e mareggiate. I venti soffiano con raffiche fino a 160km/h, ma nonostante i gravi danni al momento non si hanno notizie di vittime accertate. Le autorità hanno predisposto aiuti e soccorsi con migliaia di kit alimentari per le famiglie in difficoltà. La tempesta nelle prossime ore si muoverà verso la Cina.

Spagna tra caldo e forti temporali. Estremi meteo opposti in USA e Mongolia

Ultimi tre giorni decisamente caldi nella Spagna mediterranea, raggiunte temperature fino a 37 gradi. Tutti i dati li abbiamo riassunti in questo articolo di approfondimento.
Domenica turbolenta però, con trombe marine lungo la costa catalana e forti temporali, anche con grandine di grosse dimensioni, che si sono sviluppati in varie zone del nord della Spagna.
Caldo anche in Algeria e Tunisia, fino a 45 gradi nel deserto algerino, fino a 40 in quello tunisino. Record però lontani. Leggi l'approfondimento.
Intenso maltempo nell'Europa centro-orientale. Le piogge più intense che hanno causato piene di fiumi e inondazioni hanno colpito Croazia e Slovenia, ma piogge abbondanti sono caduti anche in Montenegro, Austria, Ungheria e Repubblica Ceca. Leggi l'articolo di approfondimento.
Stati Uniti tra freddo e caldo. Freddo nelle pianure centrali e settentrionali, con gelate già intense, caldo negli stati del sud-ovest, con punte di 40 gradi in California e Arizona. Leggi l'approfondimento.
Estremi di caldo e di freddo anche in Mongolia. Dopo alcuni record di caldo battuti nei primi giorni si settembre, ancora valori di 30 gradi in parte del paese, ma altrove le temperature sono piombate fino a quasi -14°C! Leggi l'approfondimento.
Diluvio nelle Filippine, dove si sta avvicinando il tifone Kalmaegi. Tra le 12 GMT di venerdì e la stessa ora di sabato, 203 mm a Coron, 156 a Virac, 121 a Daet, 110 a Borongan, 104 a Catbalogan, 87 a San Jose.

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Neve Stati Uniti: video di una bufera nello stato di Whashington

Nel corso dei giorni scorsi, molta neve è caduta sui rilievi degli Stati Uniti centro-settentrionali, ecco il video di una bufera nello stato di Whashington

Neve Stati Uniti: video di una bufera nello stato di Whashington – 14/09/2014 - Nei giorni scorsi è arrivata la primaneve sugli Stati Uniti centro-settentrionali e sul Canada meridionale, localmente gli accumuli sono stati anche abbondanti. Ha fatto scalpore, guadagnandosi le prime pagine di alcune testate giornalistiche internazionali, la notizia dei 30 centimetri di neve nella città di Calgary, Canada centrale. Anche se Calgary si trova ad una quota di oltre 900 metri sul livello del mare, è comunque molto insolito che cada così tanta neve ai primi di Settembre, dopo tutto si trova ad una latitudine simile a Milano e Torino.
Non solo il Canada, ma anche gli Stati Uniti sono stati colpiti da una fase di maltempo tipicamente di stampo invernale, con forti nevicate al di sotto dei 1000 metri di quota. Il South Dakota è lo stato più colpito, con circa 15 centimetri a Rapid City, ma anche nello stato di Whashington, come possiamo vedere da questo video girato pochi giorni fa, è caduita molta neve in quota.



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Massima allerta in Messico, l'uragano Odile ha raggiunto le coste!

Lo stato di massima allerta è stato dichiarato nel nord-ovest del Messico per l'avvicinamento dell'uragano “Odile”, che ha raggiunto 4 punti in termini di potenza su una scala di 5. Come riportato dal servizio nazionale metereologico, la potente tempesta porterà forti venti e pesanti piogge,
che potranno causare inondazioni e frane. Per saperne di più: http://italian.ruvr.ru/news/2014_09_15/In-Messico-massima-allerta-per-luragano-Odile-6398/ 

(Messico) 15 set 2014 – L’uragano Odile ha raggiunto le coste messicane nella zona della localita’ turistica di Cabo San Lucas: le autorita’ locali hanno sgomberato le zone ritenute e rischio e migliaia di persone hanno trovato rifugio nei resort, trasformati in centri di accoglienza.

Tifone Filippine: si chiama Kalmaegi e potrebbe raggiungere categoria 2

Nuovo intenso tifone in arrivo sulle coste settentrionali delle Filippine, il suo nome è Kalmaegi e potrebbe raggiungere a breve la seconda categoria

Tifone Filippine: si chiama Kalmaegi e potrebbe raggiungere categoria 2 – 13/09/2014 - Il nuovo tifone che potrebbe raggiungere nel corso delle prossime ore le coste delle Filippine settentrionali, le stesse zone funestate daltifone Haiyan all’inizio di Novembre dello scorso anno. Il tifone Haiyan è stato il più forte tifone di tutti i tempi, responsabile di oltre 6.400 vittime e venti prossimi ai 410 km/h, qualcosa di spaventoso. Kalmaegi non sembra destinato a diventare forte come Haiyan, anche perchè in zona la temperatura superficiale dell’Oceano Pacifico non è eccessivamente calda come avvenuto lo scorso Novembre (Haiyan si abbatté sulle Filippine dopo 10 giorni di anticiclone, periodo in cui l’oceano si caricò di energia e raggiunse temperature eccezionali).
Il tifone Kalmaegi ha appena raggiunto categoria 1 della scala Saffir-Simpson, la scala che si occupa di misurare intensità di uragani, tifoni e cicloni (la stessa cosa, sono chiamati uragani quelli nell’Atlantico, cicloni quelli nel Pacifico e Tifoni quelli a largo di Giappone, Filippine, Indonesia, Willy Willy quelli nei pressi dell’Australia), ma stando alle mappe di Wunderground, potrebbe ben presto raggiungere la seconda categoria di tifone. Gli esperti dubitano che possa superare la categoria 2, ma si attendono ugualmente venti ad oltre 180 km/h e precipitazioni torrenziali con alluvioni su parte delle Filippine.

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Nubifragi e inondazioni in Croazia



Grossi nuclei temporaleschi sono risaliti dall'Adriatico colpendo quest'oggi violentemente le coste dalmate della Croazia. L'epicentro dei fenomeni si è avuto tra Zara e Spalato, e più precisamente a Vodice (in italiano nota anche col nome di Vodizze), Tribunj e sull'isola di Prvic, e un po' più a sud, di fronte a Spalato, a Komiza (o Comisa) sull'isola di Vis.

A Vodice la situazione è grave, la città è sommersa dall'acqua. Secondo i dati diffusi da crometeo, sulla cittadina sarebbero caduti da inizio giornata circa 240 mm di pioggia, di cui 164 mm in appena due ore.

Sull'isola di Prvic la pioggia caduta è pari a 153 mm, mentre a Komiza sono caduti 94 mm in 6 ore durante la mattinata (aggiornamento delle ore 20, ulteriori 118 mm per un totale di giornata di 212 mm!). In nottata erano caduti 92 mm a Spalato (aggiornamento ore 20, ulteriori 73 mm in giornata per un totale di 165 mm!). Forti piogge anche a Sibenico dove sono caduti 53 mm in poche ore, ma oltre 80 nell'arco dell'ultima giornata.

Le piogge stanno colpendo anche altre zone della Dalmazia e le regioni più interne della Croazia, ma non in modo così estremo. Anche domani il ciclone, lo stesso che sta interessando l'Italia, potrebbe causare locali nubifragi, il livello d'attenzione è dunque mantenuto alto in Croazia.

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Giappone, piogge torrenziali su Hokkaido: 900mila evacuati



Massima allerta maltempo in Giappone nell'isola di Hokkaido. Forti piogge hanno colpito il nord imponendo alle autorità locali di evacuare circa 900mila residenti nei pressi dei corsi d'acqua. La pioggia torrenziale ha allagato strade e negozi inibendo trasporti via terra e aerei, ma senza causare per ora feriti. L'agenzia meteorologica giapponese Satoshi Ebihara ha annunciato che il tempo rimarrà instabile ancora per tutta la giornata odierna, invitando gli abitanti delle zone interessate dal forte maltempo a seguire le istruzioni fornite dalle autorità, in quanto "frane e inondazioni potrebbero verificarsi in qualsiasi momento".

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Inondazioni e grandinate tra Spagna e Francia, da Teruel a Collioure

Gli ultimi giorni hanno visto la ripresa dell'attività convettiva nelle regioni del sud-ovest europeo. L'anticiclone subtropicale non è stato infatti inattaccabile, ma ha subito l'infiltrazione di aria umida di origine atlantica che combinata al forte calore a disposizione ha dato origine a potenti fenomeni temporaleschi.
Le regioni più colpite sono state quelle orientali spagnole e quelle meridionali francesi. Nelle regioni di Murcia, Valencia, Catalogna, Aragona e - in Francia - Languedoc-Roussillon, a partire dal 5 settembre è stato un festival di temporali sempre più forti, che sono culminati nelle inondazioni che hanno colpito Teruel, Sinarcas e Servian. Senza contare le violente grandinate che hanno interessato a macchia di leopardo varie regioni spagnole con chicchi fino a 7 cm di diametro in Catalogna!
Ecco di seguito alcune immagini delle inondazioni che hanno colpito i dintorni di Teruel, in Aragona, nella giornata di ieri 9 settembre.
immagine 1 articolo 33846
immagine 2 articolo 33846
La foto successiva ritrae invece il paese di Sinarcas (da twitter@fonssnk), nel valenciano, colpito da un forte nubifragio accompagnato da grandine grossa.
immagine 3 articolo 33846
I temporali in serata si sono spinti fino in Catalogna colpendo anche Barcellona. Nella regione spagnola gli episodi più intensi sono però accaduti alcuni giorni prima, quando nei dintorni di Vic è venuta una terribile grandinata.
immagine 4 articolo 33846In Francia, le forti precipitazioni hanno colpito il Languedoc-Roussillon. Nel paese di Collioure, diverso auto sono state trascinate via dall'acqua (come da foto tratta da lindipendent.fr). Bisogna però considerare la pessima abitudine in quel paese di usare il greto cementato del torrente come parcheggio!
Una vera inondazione l'ha invece subita il paese di Servian dove sono caduti 70 mm di pioggia in meno di un'ora e il fiume Lène è uscito dagli argini (foto da midilibre.fr). Il giorno prima, 8 settembre, una grandinata aveva interessato Carcassonne.
immagine 5 articolo 33846



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Værøy, l’isola norvegese che non conosce l’inverno



Værøy, è un isola norvegese, nella conte di Nordland, con la gran particolarità che le temperature non scendono mai sotto lo zero

Davvero curioso lo strano fenomeno climatico dell’isola norvegese di Værøy, per via di un’anomalia climatica, pur trovandosi al di la del circolo polare artico, non conosce l’inverno. Ha quasi l’aspetto di un’isola tropicale e le sue foto fanno ogni anno il giro del Mondo, oltre ad attirare migliaia di turisti. E’ molto piccola, solo 18 Km quadrati, ed ospita poco più di 700 abitanti. Il fenomeno è dovuto alla corrente del Golfo, ed al clima Atlantico, dal Ma dei Caraibi al circolo polare artico.
Tuttavia, l’inverno, anche se non raggiunge quote sotto i 0 gradi, si fa sentire con venti ed alta umidità. Værøy, è raggiungibile solo in elicottero o in Traghetto, ogni anni molti turisti ci vanno per visitarla ma anche per pescarci.

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La nevicata “estiva” di Calgary


Come nelle previsioni, la città canadese ha visto cadere la prima nevicata della stagione, agli inizi dell’autunno meteorologico, ma tecnicamente ancora nell’Estate astronomica.
La località, situata a circa 1000 metri di quota, e famosa località sede di Olimpiadi invernali, ha visto un tracollo termico, passando dai +23°C di domenica scorsa a -1°C il lunedì mattina.
La neve ha colpito numerose altre località dello stato canadese dell’Alberta.
L’onda fredda è destinata a spostarsi verso gli Stati Uniti centrali ed orientali nei prossimi giorni.
09 set 14 calgary2 09 set 14 Calgary3

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Uragano Norbert: Arizona e Nevada con l’acqua alla gola

I resti dell’uragano Norbert si sono spinti fino all’area desertica a sudovest degli Stati Uniti e si sono abbattuti su Phoenix (Arizona) con precipitazioni da record, trasformando le strade in fiumi in poche ore.
Secondo le autorità almeno due persone sono morte nell’alluvione improvvisa, tra cui una donna spazzata via mentre era nella sua auto. Lunedì mattina le acque minacciavano oltre 100 case, è stata interrotta l’energia elettrica a 10.000 utenze per precauzione e si è cercato di proteggere le abitazioni con sacchi di sabbia per quanto possibile. Rifugi temporanei sono stati predisposti per chi volesse volontariamente evacuare.
L’alluvione è stata provocata da forti temporali associati all’uragano Norbert, che ormai è stato retrocesso a “tempesta tropicale”, ed ha impattato non solo sull’Arizona (dove il governatore ha dichiarato lo stato d’emergenza) ma anche sul Nevada con 190 persone evacuate da una riserva indiana per il timore che i corsi d’acqua potessero bloccarli e impedirne la fuga in caso di emergenza.
 Il National Weather Service ha registrato circa 83,5 mm di pioggia all’aeroporto di Phoenix, un dato record per la città per un singolo giorno: l’ultimo dato risale al 1939, quando sono caduti quasi 74 mm.







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Tempesta di sabbia Phoenix: fantastico video timelapse

Imponente tempesta di sabbia si è abbattuta ieri su Phoenix, Texas: il tutto visibile in un video assolutamente da non perdere

Tempesta di sabbia Phoenix: fantastico video timelapse – 08/09/2014 - Ieri, un’imponente tempesta di sabbia ha colpito la città di Phoenix, Texas, causata dall’avvicinarsi di un forte temporale che poi ha “ripulito” l’aria circostante. La tempesta di sabbia è durata circa un’ora, preceduta da un’irreale calma dei venti prima, e da un muro di sabbiarossa alto oltre 2 chilometri, in alcune zone anche di più. Gli abitanti locali chiamano queste tempeste di sabbia con il nome di Haboob, ovvero “enormi tempeste” proprio perchè sono notevoli per estensione, durata ed area colpita.
Come potete vedere da questovideo, la tempesta di sabbia è scaturita dall’avvicinarsi di un temporale. Un temporale, prima di scatenarsi in un’area, solleva umidità dalle zone circostanti, ma pochi minuti prima di abbattersi, rilascia aria fresca discendente, che in questo caso ha sollevato un fronte di sabbia lungo una decina di chilometri, proprio sulla grande città di Phoenix. Sul finire del video potete vedere delle scene da un’aeroporto, con un aereo che decolla precipitosamente prima che la tempesta si abbatta.


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Maltempo: temporali in arrivo al Centro-Nord

Da Mercoledì nuova fase di maltempo, in arrivo temporali anche intensi soprattutto al Centro-Nord.

Maltempo: temporali in arrivo al Centro-Nord, 8 Settembre 2014 – Tempo prevalentemente soleggiato oggi e domani, ma da Mercoledì è in arrivo un nuovo peggioramento del tempo che porterà maltempo soprattutto sulle Regioni Centro-Settentrionali. Un vortice attualmente posizionato tra Isole Britanniche e Scandinavia, si sposerà nelle prossime ore verso Sud, coinvolgendo anche l’Italia Centro-Settentrionale ad iniziare da Mercoledì. Temporali,localmente anche intensi interesseranno diverse Regioni, le temperature subiranno un leggero calo soprattutto nei valori massimi al Centro-Nord. Calo termico più marcato sulle Alpi. Regioni Meridionali solo parzialmente coinvolte dal maltempo soprattutto nella giornata di Giovedì.
Maltempo: temporali in arrivo al Centro-Nord
Maltempo: temporali in arrivo al Centro-Nord
Domani ancora tempo nel complesso stabile e soleggiato, dalla nottata nuvolosità in aumento al Centro-Nord con fenomeni a partire dalle Regioni Settentrionali. Mercoledì piogge e temporali diffusi in particolare al Nord e nelle zone interne del Centro,più bello al Sud. Giovedì maltempo che si sposta verso le Regioni Meridionali, ancora piogge e temporali localmente anche intensi al Centro e sulle Regioni Peninsulari del Sud. Per Venerdì ci attendiamo un progressivo miglioramento del tempo ma con instabilità residua e temporali possibili soprattutto sulle Regioni Centrali e di Nord-Est. Seguite tutti i prossimi aggiornamenti per eventuali variazioni su tale tendenza.
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